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lunedì 3 maggio 2010

Krasic: "Mi auguro di andare con Dzeko al Milan"

Milos Krasic, in una lunga intervista alla Blic Online, si é lasciato andare al suo amore nei confronti del Milan, esprimendo tutta la voglia di vestire la maglia rossonera dalla prossima stagione: "Non é un segreto che sono un tifoso del Milan. Vestire la maglia rossonera sarebbe un sogno" ha dichiarato il giocatore serbo.

L'esterno del Cska, riguardo ad una domanda sul bosniaco Edin Dzeko, anch'egli un forte sostenitore del Milan, si é limitato a sorridere, sperando che entrambi possano vestire la maglia del Diavolo:
"Vorrei andare al Milan con Dzeko quest'estate. Saremmo un tandem letale. Su questo non c'é dubbio. Abbiamo giocato in Champions League contro il Wolfsburg e ho davvero notato che giocatore formidabile é Dzeko. D'altronde si può notare dalle sue statistiche in Bundesliga. Credo che potrebbe diventare i leader dei rossoneri, qualora il Milan acquistasse il pacchetto" spera Krasic.

Il talento serbo ha aggiunto che la separazione col Cska é sempre più vicina: "La verità é che stiamo discutendo della mia partenza. Entro il 15 Maggio sarò a Mosca. Poi volerò a Belgrado per la preparazione della Nazionale in vista del prossimo Mondiale. Per quanto riguarda il nuovo club, ho lasciato fare tutto al mio manager. La mia testa è piena di storie diverse. Un giorno mi danno trasferito in Germania, l'altro in Inghilterra, il terzo in Italia " ha dichiarato il biondo centrocampista.

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Milan, Nesta continua nel programma di recupero

Così come per Pato, anche il recupero di Alessandro Nesta sembra procedere bene. Il difensore rossonero, operato a marzo al ginocchio dal professor Mariani, sabato sera, passando dalla mix zone di San Siro, camminava senza le stampelle con naturalità, segno che il ginocchio sta reagendo bene alla cura e che non vi sono intoppi. Con ogni probabilità però la sua stagione è finita in quanto sarebbe illogico accellerare un suo rientro per la sfida con la Juventus visto che il Milan deve solo ipotecare il terzo posto.

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Settimana decisiva per il rientro di Pato

Quella appena iniziata sarà quella decisiva per il rientro in campo di Alexandre Pato. L'attaccante brasiliano, fermo dallo scorso 21 marzo quando uscì al 6' minuto della sfida di San Siro tra Milan e Napoli, ha osservato alla lettera il programma di recupero stilato per lui. Nei prossimi giorni il papero effettuerà dei test atletici per verificare lo stato del muscolo lesionato. Qualora i test dovessero dare risultato positivo, il papero potrebbe essere convocato in panchina per la sfida con il Genoa per poi, magari, giocare qualche spezzone di partita nell'ultima di campionato contro la Juventus.

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Marco Van Basten e i possibili scenari

E' di oggi la notizia, riportata da La Gazzetta dello Sport, secondo la quale Silvio Berlusconi avrebbe individuato, in Marco Van Basten, l'allenatore giusto per succedere a Leonardo. La stima del patron rossonero nei confronti dell'olandese, é risaputo, é sempre stata altissima e, tra i nomi che circolano in queste settimane, forse il Cigno di Utrecht é quello che stimola di più le fantasie presidenziali. Giocando con le ipotesi, cosa potrebbe significare un approdo di Van Basten sulla panchina del Diavolo? Un aspetto che, bisognerà sicuramente affrontare, é la posizione di Clarence Seedorf. Il numero 10 del Milan, negli anni passati, non ha avuto rapporti proprio idilliaci con l'allenatore olandese: il centrocampista, infatti, é stato più volte escluso dalla Nazionale Orange, guidata proprio dall'ex rossonero. Emblematiche le dichiarazioni del 2008, quando Seedorf, chiamato da Van Basten per far parte della selezione, ha rifiutato l'offerta in maniera netta: "E' meglio che in Svizzera porti i giocatori di cui si fida. Preconcetti su di me? Una volta mi ha chiamato una 'star di Hollywood'". Parole che, ovviamente, rendono l'idea dell'"incompatibilità" tra i due connazionali, anche considerando l'immenso orgoglio di Clarence Seedorf, uno dei "senatori" più importanti dello spogliatoio rossonero. Spostandoci da un olandese ad un altro, inevitabile concentrarsi su Klaas-Jan Huntelaar: l'attaccante del Milan, nonostante le convocazioni con la Nazionale, non é mai stato un inamovibile del Cigno di Utrecht, con una sola presenza all'attivo nell'Europeo del 2008. I due si sono ritrovati anche nell'Ajax nel 2008, ma il Cacciatore ha fatto in fretta le valigie, intraprendendo nel gennaio 2009 l'esperienza al Real Madrid. Il tecnico tuttavia, interpellato quest'anno sulla situazione del ragazzo a Milano, ha speso più volte parole di stima; esemplari le sue frasi dopo la gara interna di Champions contro il Manchester: "Giusto puntare su di lui, è giovane. Klaas-Jan è un ottimo attaccante, ma non può fare miracoli da solo. Non capisco perché è stato sostituito. Inzaghi è un grande giocatore, ma tra non molto avrà 37 anni, non si può costruire il futuro su di lui. Klaas-Jan ha dieci anni in meno. Anche se fa degli errori, va comunque sostenuto". Dichiarazioni che, se da un lato aprono ad una conferma dell'olandese, dall'altra chiudono le porte a Pippo Inzaghi, le cui apparizioni con il tecnico Orange in panchina, potrebbero ridursi ancora di più. L'ipotesi Van Basten é ancora una semplice supposizione: resta il fatto che l'olandese, abile a far crescere i giovani e piuttosto ferreo nelle sue scelte, potrebbe essere una buona soluzione per il futuro del Milan orientato sulla politica lowcost: fermo restando che, nonostante l'inesperienza, Leonardo ha compiuto un lavoro più che eccellente e la stima dei tifosi, manifestata su larga scala contro la Fiorentina, ne é la prova più autorevole.

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Pierpaolo Marino: "Il Milan punterà su Galli"

"Credo che il Milan punterà su Filippo Galli". Pierpaolo Marino, ex dg del Napoli, ospite a Controcampo, ha espresso la sua opinione circa il futuro della panchina rossonera: "La società non ha intenzione di snaturare la sua politica di affidare il Milan ai milanisti". Secondo Marino la sorpresa potrebbe essere Spalletti: "E' un pupillo di Berlusconi, potrebbe rientrare in corsa".

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Milan, nuove ipotesi per la panchina


"Il Milan ai milanisti". Uno dei dettami di casa rossonera, secondo quanto professato da Adriano Galliani, è sempre stato questo. Ed in effetti, è dai tempi di Fatih Terim che il club milanese non affida la carica di allenatore a qualcuno totalmente estraneo agli affetti ed alla tradizione dell'universo Milan.
Allo stesso modo, dopo l'addio ormai stra annunciato da parte del buon Leonardo, sarà una faccia nota dei trionfi degli anni passati a prendere le redini della situazione a partire dal prossimo anno. Inutile ribadire come Filippo Galli e Mauro Tassotti siano gli indiziati principali, anche se una soluzione di questo genere finirebbe per creare un importante buco dirigenziale per quanto riguarda la carica di responsabile del settore giovanile, su cui il Milan ha dimostrato di voler puntare forte con grossi investimenti.
Per questo, ma non solo, si stanno sondando le alternative più disparate. La prima è quella di Billy Costacurta. L'ex bandiera milanista è però reduce da una sola, peraltro deludente, esperienza da tecnico a Mantova: affidargli la panchina del Milan potrebbe apparire un azzardo, ma d'altra parte anche ai tempi dell'insediamento di Leonardo vi furono le stesse perplessità.
Più affascinante è invece l'ipotesi Marco Van Basten, idolo incontrastato dei tifosi e dotato di pedigree sicuramente più autorevole.
Più sfumata la posizione di Massimiliano Allegri, il cui valore è indiscutibile, ma che non vanta nel curriculum quell'appartenenza ai colori rossoneri, discriminante assoluta per una chance sulla panchina del Milan.

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Leonardo, addio Milan: frecciata a Berlusconi che pensa a Van Basten

Sabato Milan-Fiorentina 1-0.

San Siro con Leonardo prima dell'addio.
Tifosi rossoneri tutti per il tecnico brasiliano.
(Repubblica)

Il premier pensa all'olandese per sostituire Leo.
Van Basten è la nuova idea di Berlusconi.
In corsa anche Filippo Galli, Costacurta e Allegri.
(Gazzetta dello Sport)

Per il toto-allenatore si riparla di Allegri.
San Siro sceglie Leonardo e snobba Berlusconi.
La frecciata del tecnico al presidente: "Ho capito che pochi capiscono veramente di calcio".
Abbraccio con Galliani: "Mi ha aiutato tanto, da lui ho imparato moltissimo. Siamo diversi, ma ci completiamo a vicenda".
(Corriere della Sera)